Ennesimo episodio di violenza fascista e razzista a Collebeato, a 3 km da Brescia, che fa seguito allo stillicidio dei mesi precedenti (come ricordato nel comunicato dell’Amministrazione Comunale e dell’ADL Zavidovici riportato in basso). Che i fascisti si muovano, a Collebeato come a Milano o a Roma, è un dato sotto gli occhi di tutti. Chiaro che cercano di trarre profitto dalla grave crisi sanitaria, sociale ed economica di questi ultimi mesi, strumentalizzando e cercando di organizzare, se possibile, la rabbia della piccola borghesia incarognita e di settori popolari disorientati da questo trauma inaspettato. Come da manuale, di fronte ad una crisi profonda che le classi dominanti cercano di far pagare ai lavoratori (con un’arroganza e una sicurezza di sé direttamente proporzionale all’immobilismo delle direzioni sindacali e al disorientamento della classe operaia), nel vuoto di proposte politiche credibili e radicalmente anticapitaliste, si fa strada l’affannosa ricerca del capro espiatorio, che sia l’immigrato, l’ebreo (in altri tempi e altre latitudini) o un indistinta “casta dei politici” (ovviamente esclusi i “loro” politici, quelli fascio-leghisti e assimilati). Le piccole manifestazioni di ieri a Roma e Milano, anche se di poche centinaia di persone ciascuna, sono un segnale pericoloso (come i colpi di pistola a Collebeato). Soprattutto se, a sinistra, non sapremo rispondere con una mobilitazione massiccia che sappia individuare nella classe dei parassiti borghesi (le banche e le tanto osannate “imprese” destinatarie di aiuti a 360 gradi) l’obiettivo chiaro delle nostre rivendicazioni: CHE PAGHINO I RICCHI! deve diventare lo slogan delle manifestazioni di piazza dei prossimi giorni dei lavoratori di tutte le categorie (compresi quei settori di piccola borghesia impoverita che sono più sensibili alle demagogiche parole d’ordine dell’estrema destra). La rabbia è destinata a crescere, nei prossimi mesi: se la sinistra rimarrà “disciplinata”, imbelle, divisa, rissosa all’interno, la strada per un’ulteriore radicalizzazione a destra sarà spianata. Ecco il comunicato (che non rappresenta ovviamente il punto di vista di Sinistra Anticapitalista, in particolare quando si punta alla protezione delle “forze dell’ordine”, sempre così solerti nel reprimere chi si muove a sinistra, molto inefficienti e sonnacchiose quando a muoversi è l’estrema destra) del Comune di Collebeato e dell’ADL Zavidovici (a cui va comunque, al di là delle divergenze, la nostra solidarietà)

COMUNICATO STAMPA

Questa notte a Collebeato si è consumato un atto intimidatorio: 5 colpi di pistola sono stati sparati contro l’appartamento SPRAR collocato nell’immobile del Municipio al centro del paese.

L’episodio è stato preceduto nel pomeriggio da un futile diverbio tra alcune persone e i beneficiari che si trovavano sul terrazzo dell’appartamento.

Fortunatamente la sparatoria non ha ferito nessuno dei rifugiati, anche se l’episodio li ha scossi profondamente facendo riemergere immagini di violenza vissute in prima persona nei loro paesi di origine ed estranee alla vita quotidiana di un paese civile.

Si tratta di un grave episodio che ci lascia indignati e fortemente preoccupati, a fronte del quale vogliamo sottolineare come il progetto SPRAR a Collebeato, attivo dal 2014, abbia saputo fin dall’inizio coinvolgere molti dei beneficiari ospitati nel tessuto sociale e nell’associazionismo locale.

Confidiamo che le forze dell’ordine facciano luce quanto prima sull’accertamento delle responsabilità, anche per evitare spiacevoli strascichi nella vicenda.

Di una cosa riteniamo non poter dubitare: come per gli episodi di ottobre, anche quello di questa notte è un gesto isolato che non troverà mai la condivisione della maggioranza dei collebeatesi, che continueranno insieme a noi ad offrire sostegno e aiuto alle persone accolte.

Non saranno cinque colpi di pistola a fermare la solidarietà.
L’Amministrazione Comunale
Associazione ADL a Zavidovici Impresa Sociale ONLUS