Un “favore” a Roma, un “regalo” a Milano. Il tutto nell’arco di un mattino. È la cronaca dello scambio di cortesie andato in scena martedì tra la Lega di Matteo Salvini e Italia Viva dell’altro Matteo, Renzi. Il primo Matteo, grazie alla non partecipazione al voto dei tre senatori di Iv ( Giuseppe Cucca, Francesco Bonifazi e Nadia Ginetti) e all’appoggio di due ex grillini (Alessandra Riccardi e Mario Gainrusso), si è visto bocciare dalla Giunta per le immunità la richiesta di autorizzazione a procedere nei suoi confronti per la vicenda Open Arms. E il secondo Matteo, quello che i sondaggi danno sotto il 3%, si è visto assegnare la presidenza dell’attesissima commissione d’inchiesta lombarda sulla gestione dell’emergenza Covid, andata alla consigliera Patrizia Baffi.

Uno scambio conveniente a entrambi. Ma a Renzi di più. Se sarà l’aula a decidere il destino di Salvini, Renzi si è garantito una poltrona fondamentale in questo momento nella regione più colpita dal Covid-19 e che conta oltre 17 mila morti, già materia di polemica da molte settimane. La presidenza della commissione, che deve far luce sulle tante e macroscopiche falle della gestione dell’emergenza sanitaria da parte del duo Attilio Fontana – Giulio Gallera, doveva andare per forza a un esponente della minoranza. Pd, M5s e Civici avevano deciso di far convergere i voti su Jacopo Scandella (Pd). Ma in lizza c’erano altri due candidati: la Baffi e il radicale Michele Usuelli, l’unico medico eletto a Palazzo Lombardia, per il quale numerosi sanitari avevano fatto il tifo.Giulio Gallera, Assessore alla sanità e Attilio Fontana, Presidente Regione Lombardia. Imagoeconomica

Dato il sistema di voto ponderato previsto per l’elezione del presidente, i voti della maggioranza erano fondamentali per la scelta del vincitore. E così, martedì, Lega e Forza Italia hanno fatto convergere su Baffi 46 preferenze (45 della maggioranza più uno, il suo), Scandella si è fermato a 28, Usuelli a 3. Ma la vittoria della Baffi aveva avuto un precedente preoccupante: quando il 5 maggio scorso si era trattato di votare la sfiducia all’assessore Gallera, la stessa Baffi si era rifiutare di partecipare al voto.

“Non parteciperò al voto sulla mozione di sfiducia all’Assessore Gallera, che sarà discussa oggi in aula, atto che ritengo inopportuno in questo momento sia nel merito che dal punto di vista politico”, aveva dichiarato allora Baffi, “se ci saranno responsabilità andranno valutate dopo questa fase, in un quadro chiaro e complessivo. In questo momento in cui la nostra Regione, la più colpita, è ancora in stato di emergenza, sarebbe estremamente pericoloso indebolirne la guida”. Non proprio il discorso che molti lombardi si aspetterebbero di sentire da chi dovrà fare le pulci all’assessore del “ci vogliono due contagiati affinché io mi contagi”!

Tanto che le opposizioni stanno organizzando nuove forme di resistenza: “Oggi abbandoniamo l’aula e a questo punto è necessario scendere in piazza perché oltre all’arroganza degli errori, c’è la paura di scoprire le gravi responsabilità politiche di Attilio Fontana su questa vicenda. Continueremo a cercare le loro responsabilità politiche oltre la paura della maggioranza, oltre le disposizioni di una commissione addomesticata”, scrive il consigliere Pd, Pietro Bussolati su Facebook.

Ancora più tranchant il consigliere Dario Violi, M5s: “Con l’elezione di una presidenza non neutrale, la Commissione d’inchiesta non ha senso di esistere. E’ una farsa. Alle minoranze spetta la presidenza della Commissione e le nostre indicazioni,  con 28 voti su di un candidato, sono state chiarissime. La maggioranza ha eletto una sua candidata, che fa parte di Italia Viva, partito che oggi entra a tutti gli effetti nel centrodestra. È lo stesso gruppo politico che proprio questa mattina ha salvato Salvini da un processo a Roma. Evidentemente la Lega gli ha restituito il favore in Lombardia e, visti i gravi errori che ha commesso nell’emergenza, ha scelto una commissione d’inchiesta schierata a suo favore. La maggioranza ha paura delle proprie responsabilità”. Parole dure, che si concludono con un “non parteciperemo ai lavori di una Commissione d’inchiesta che non offre nessuna garanzia per una valutazione imparziale della gestione dell’emergenza Covid-19 della Regione Lombardia e un discorso complessivo sulla sanità lombarda. Per parte nostra stiamo valutando la possibilità di avviare un gruppo di lavoro delle minoranze sulla pandemia”.Il vicepremier Matteo Salvini con il governatore lombardo Attilio Fontana. Agf

E se le iniziative istituzionali stentano, fuori dal Pirellone, sui social, si moltiplicano gli inviti a manifestare contro Fontana. Per venerdì 29 maggio alle ore 17,30 davanti al Palazzo della Regione è fissato un primo appuntamento “per protestare contro l’operato dell’Assessore Gallera e per chiedere che sia sollevato dall’incarico”, spiega una meme che sta facendo il giro del Web. Non un orario qualsiasi, ma “quello nel quale l’assessore Gallera è solito arringare le folle durante la quotidiana conferenza stampa senza giornalisti né domande, dalla sede della Regione, sottolineando i successi della giunta”, spiega a Business Insider Italia uno degli organizzatori.

Da Business Insider Italia