• Venerdì scorso, 13 luglio, una quindicina di individui poveri di spirito e di cervello, iscritti al gruppo neofascista di Forza Nuova, capeggiati da un certo Enrico Salvinelli, hanno effettuato una cosiddetta “ronda” nella zona di Fiumicello (area via Milano). Il loro scopo  dichiarato era di “dare sicurezza” a non si sa bene chi (gli abitanti? I cittadini italiani? I bresciani? I “fiumicellesi”?) dal pericolo dell’uomo nero (notoriamente cattivissimo, che si aggira nella notte buia per aggredire i bambini disobbedienti alla mamma e al papà). L’identificazione del soggetto pericoloso, si deduce, era effettuata sulla base delle sfumature del colore della pelle dovute alla abnorme quantità di melanina accumulata nell’epidermide del cattivo. Quindi sono esclusi dai cattivi tutti coloro la cui epidermide sia sufficientemente priva di melanina. Compresi i nordafricani e mediorientali musulmani e i sikh indiani (per non parlare dei cinesi). O no? E uno svizzero che passasse inavvertitamente da Fiumicello in gita turistica (magari per vedere la bellezza singolare della Caffaro) in quale categoria finirebbe, essendo notoriamente (come un norvegese o un canadese) extracomunitario? Aldilà degli scherzi, i poveri idioti sono stati presi sul serio da qualcuno, visto che ieri sera, lunedì, una troupe de La7 era sul posto per realizzare un servizio su queste ronde “patriottiche”. E poi hanno il coraggio, i giornalisti “democratici”, di lamentarsi della “crescita” dell’estrema destra! Noi della sinistra “radicale”, per riuscire ad avere un trafiletto sulla stampa “mainstream” (non parliamo di un servizio tv!) dobbiamo fare il diavolo a quattro e mobilitare, come minimo, qualche migliaio di persone. Per i neofascisti è sufficiente mostrare i loro crani rasati (con il presumibile scarso volume encefalico) e fare un salutino romano in un gruppetto di una decina per avere gli onori della cronaca! Mala tempora….
  • Ieri sera, lunedì 16 luglio, si è tenuta l’assemblea provinciale di Potere al Popolo, presso la Casa della Sinistra di via Eritrea. Presenti meno di una quarantina di persone (non proprio poche, vista la piena estate), dell’area di Brescia e hinterland, Franciacorta, Val Trompia e Garda. Dino Greco, il delegato provvisorio di Pap Brescia al coordinamento nazionale, ha relazionato sull’ultimo coordinamento, svoltosi a Roma il 5 luglio. Greco ha parlato dell’ottimo clima di quella riunione, sottolineando la positiva e generale accoglienza della mozione approvata dall’assemblea bresciana di giugno (quella in cui si sosteneva l’assoluta centralità e priorità delle assemblee territoriali rispetto alle istanze “centrali” e alla futura piattaforma on line). Preoccupazioni condivise un po’ da tutti a Roma, dove è stato ribadito che l’assemblea nazionale prevista per il 6/7 ottobre (che dovrebbe lanciare definitivamente Potere al Popolo come movimento organizzato, democratico, aperto e pluralista) sarà per delegati eletti dal basso su proposta delle assemblee territoriali. Il dibattito sulla relazione di Greco ha visto l’emersione di alcune preoccupazioni su alcune ambiguità, percepite dai più in seguito alla pubblicazione di alcuni interventi sul sito nazionale di Pap, sul ruolo (di nuovo!) della famigerata piattaforma. Alcuni interventi hanno sollevato la necessità di mettere dei chiari limiti all’influenza del “voto virtuale” (per esempio dando un diverso peso, privilegiando ovviamente il voto militante). Altri hanno sostenuto la necessità di un controllo dal basso di tutti gli strumenti informatici, che devono essere diretti e gestiti a livello locale dalle assemblee. Altri ancora hanno chiesto la pubblicazione di materiali preparatori per l’assemblea, in particolare per quanto riguarda le varie proposte di statuto. Due compagn* hanno al contrario sottolineato la positività e la novità dell’approccio “on line”, pur concordando con la maggioranza sulla centralità dell’impegno militante sul territorio. L’assemblea ha poi discusso brevemente della raccolta firme sulle proposte di legge sostenute da Pap, su cui si è ancora piuttosto indietro (anche se Brescia è in una delle prime posizioni su scala nazionale). L’assemblea si è conclusa con l’invito a partecipare al campeggio di Pap previsto per fine agosto, un’occasione per conoscerci e scambiarci opinioni. Si è inoltre iniziata una prima raccolta di adesioni formali a Pap (per quanto il grosso della campagna di reclutamento, per ovvi motivi, sarà rinviato a settembre).
  • La TAV Brescia-Padova sarebbe “troppo costosa”! Ma no! Non ditemi che ora persino il “bugiardino” si accorge di quello che diciamo (e manifestiamo) da anni! Certo, per loro è solo un problema di soldi. L’ambiente, le vite dei cittadini coinvolti nel disastroso progetto, i tagli che inevitabilmente porterebbe con sé ad altri settori ben più importanti (a cominciare dai trasporti pubblici utili) sono una cosa difficile da capire per chi ha gli euro al posto del cervello. Ma tant’è: ecco cosa scrive il GdB oggi.  L’Osservatorio nazionale sui trasporti (Onlit) ha inviato una lettera al ministro dei Trasporti Danilo Toninelli per chiedere un «riesame urgente sotto il profilo economico, finanziario e progettuale» della Tav fra Brescia e Padova. Secondo l’Osservatorio «va ritenuto nullo il contratto operativo stipulato nel giugno scorso tra il concessionario Rfi (gruppo Fs) e Cepav 2, il general contractor (Saipem 59%, Pizzarotti 24%, Condotte 12% e Maltauro 5%), cui era stata affidata l’opera nel 1991 senza gara, a seguito del recente arresto del suo presidente Duccio Astaldi», sospettato di corruzione. L’Onlit cita poi il «recente aumento di 209 milioni, che ha portato i costi del primo lotto di 48 chilometri dell’opera a 1,64 mld, pari a 39,1 milioni a Km» per un’attività che per Trenitalia «è in flessione, con il Mol delle Frecce Rosse in calo del 22,4% dai 783,9 milioni del 2015 ai 607,6 milioni del 2017». L’Osservatorio cita inoltre l’analisi di Marco Ponti, già ordinario di Economia dei Trasporti del Politecnico di Milano, secondo il quale «la Tav Brescia-Padova sarebbe conveniente per la collettività solo se costasse 4 miliardi in meno, circa la metà degli 8 previsti».
  • Pare che, nonostante la Commissione di Garanzia nazionale della CGIL abbia dato ragione ai ricorsi dell’opposizione di sinistra “Il Sindacato è un’altra cosa”  (vedi ultimo articolo di questa rubrica, giovedì scorso) contro le manovre e gli ostacoli frapposti alla libera circolazione dei documenti (e degli iscritti CGIL destinati a presentare il documento della sinistra interna), una parte del gruppo dirigente della FIOM di Brescia (come sono lontani i tempi in cui la FIOM bresciana era una “pecora rossa” nel gregge CGIL!) continui imperterrito su questa strada antidemocratica. Proprio ieri sera, all’assemblea di Pap, alcuni militanti della sinistra dello SPI-CGIL hanno riferito che a un delegato FIOM della SAME di Treviglio (roccaforte della sinistra FIOM), venuto appositamente da quest’ultima città per presentare il documento alternativo in una fabbrica della nostra provincia, sarebbe stato impedito di farlo. Siamo in attesa di chiarimenti (e magari di smentite).
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