TEMPO DI STREGHE, DI ROSPI E DI INQUISITORI LEGHISTI

(a Brescia, nessuna magia e neppure l’amore ti  trasformeranno in un principe)

Nella notte fra sabato 24 e domenica 25, dopo la fine della “NOTTE DEI ROSPI”, presso la “Pozza Meder” sull’altopiano del comune di Serle (BS), qualcuno ha versato nello stagno un centinaio di litri di olio da trazione esausto.

I rospi che abitavano il luogo protetto sono stati decimati e le loro uova distrutte.

Solo il pronto intervento dei volontari ambientalisti ne ha salvati, comunque, circa seimila che, puliti con cura, sono stati messi in una vasca di acqua non inquinata.

All’iniziativa notturna del comune di Serle (la Notte dei rospi) avevano partecipato un centinaio di persone; molti i bambini. Tutti a osservare i rospi e le rane dalmatine “in amore”.

Dimentichi della fama magica e oscura che il rospo da sempre si porta dietro. Dai popoli precolombiani all’antico Egitto (la dea Heket), alla Cina, alla Dea Madre europea raffigurata come un rospo e a tutto lo sciamanesimo in genere.

Il rospo è il Signore del Sabba e il simbolo della bestia satanica: «E vidi uscire dalla bocca del dragone e dalla bocca della bestia, e dalla bocca del falso profeta tre spiriti immondi simili alle rane» (Apocalisse -XBI, 13-14).

Non c’è strega che si rispetti che non lo porti con sé, non ne allevi a centinaia, non ne prenda la pelle per le sue pozioni magiche e diaboliche.

Non lo usi come simulacro vivente per imprigionarvi umani ribelli al suo volere. In attesa di un improbabile bacio di liberazione che ripristini le sembianze umane e più che umane. Principesche, direi!

Per forza, se entri in contatto con la pelle del diabolico rospo, ingerendola nelle varie riduzioni alimentari o sbaciucchiandola o leccandola come un “lecca lecca” vivente, vedi i principi e il diavolo e roba che vola e tu stesso che parti come un jet!

È stato scoperto, ormai da tempo, che dalle ghiandole della pelle dei rospi è possibile ricavare un composto allucinogeno, chiamato comunemente bufotenina. Roba simile all’LSD che produce stati di alterazione progressiva.

Un vero e proprio viaggio psichedelico condito di:  illusioni ottiche, amplificazione delle sensazioni, distorsione della percezione spazio-temporale, delirante euforia.

Adesso, non è che si debba scatenare, per tali liberatorie ragioni, la corsa alla caccia al rospo; con conseguente gente fuori di testa a leccare il leccabile.

Qualcuno, si dice in giro, c’è proprio rimasto e non è più tornato dal viaggio. Vaga in attesa del bacio e dell’amore che lo riporti nelle sue sembianze principesche o simili.

 

In ogni caso, qui in terra bresciana, si è davvero scatenata la stagione della caccia alle streghe e a ogni favola che le narra. A ogni essere vivente o immaginario che ricorda qualcosa di ancestrale e più antico dell’ideologia sacra e santa del cristianesimo cattolico. Col suo momento di gloria assoluta e indiscussa, quando inquisì, per il bene comune, migliaia di streghe e stregoni. Per bruciarli al fine di preservare la purezza ideale di ogni altro essere umano in pericolo di contaminazione diabolica.

Anni di gloria e e di roghi, fra il XV° e il XVI° secolo, in tutta la terra bresciana; fino al Passo del Tonale:

« (…) in alcune parti della Lombardia e soprattutto in quei luoghi in cui detto Giorgio svolgeva il ruolo di inquisitore, furono trovate molte persone di ambo i sessi che, dimentiche della propra salvezza e allontanandosi dalla fede cattolica, avevano formato una setta, rinnegato la fede abbracciata con il sacro battesimo, calpestato la santa croce con i piedi e perpetrato su di essa atti ignominiosi. Avevano poi abusato dei sacramenti e soprattutto dell’eucaristia, eletto il diavolo come loro signore e protettore, prestandogli obbedienza e venerandolo; con i loro incantesimi, formule magiche, sortilegi ed altri nefandi atti superstiziosi avevano in molte maniere danneggiato le bestie e i frutti della terra. ».

 

Senza dimenticare Benvegnuda la “Pincinella”, una donna di Nave processata e condannata a morte per stregoneria, nel 1518. Negli ultimi anni, divenuta simbolo della Brescia solidale e libertaria; insieme al frate eretico, Arnaldo da Brescia.

Dalla “Pincinella” siamo arrivati, in quest’epoca di trionfo leghista, a Ramona Parenzan accusata di insegnare riti magici ai bambini delle elementari; solo perché cercava di spiegare le altre culture insieme alla nostra, attraverso l’incrocio delle favole. C’è un’interrogazione parlamentare inquisitoria del neo senatore leghista Simone Pillon, fondatore del Family Day:

«Nelle scuole della mia Brescia, dopo il Gender – scrive Pillon su Facebook – sono arrivati a imporre la stregoneria, ovviamente all’insaputa dei genitori. Vogliamo insegnare ai nostri bambini l’italiano, la matematica, l’arte, la musica e lasciar perdere queste porcherie? Appena insediato farò una interrogazione parlamentare su questa vergognosa vicenda, perché è la Costituzione a garantire il diritto dei genitori, e solo dei genitori, a educare i propri figli».

 

Dalle parole ai fatti; non sia davvero che anche i rospi“in amore”con le dalmatine siano entrati nel mirino dei neo inquisitori?

 

Portami sopra acqua e sotto vento,

portami dalla noce tagliavento!”

(Claudio Taccioli)

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