Il nazifascista ORBAN ha fatto approvare al Parlamento ungherese, dove detiene la maggioranza, la legge “ANTI-SOROS”.
La stessa che, già due anni fa, fu approvata da quello russo su indicazione del “compagno” Putin.
La legge che sta facendo il giro trionfale nei governi più reazionari d’Europa (la prossima approvazione in Polonia o in Slovacchia o in Macedonia?), prevede delle misure restrittive per l’attività delle ONG più impegnate nella difesa dei diritti civili: dei profughi, dei migranti, dei dissidenti e dei poveri.
“ (…) il suo reale obiettivo: stigmatizzare, screditare e intimidire la voce critica delle ong e compromettere le loro attività vitali”, come dichiara John Dalhuisen, direttore di Amnesty per l’Europa.
Al contrario, il razzista ORBAN dichiara, a voce stentorea “ (…) in Ungheria nessuno puà essere al di sopra della legge, anche se sei un miliardario”. E la legge ungherese è fra le più restrittive per ciò che concerne il diritto d’asilo dei migranti e dei profughi. Una delle più brutali contro le minoranze politiche e contro ogni dissenso.
In Ungheria non sono tollerate le manifestazioni e le iniziative messe in campo dalle ONG (finanziate,anche, dall’”imperatore del male”, SOROS), per favorire l’accoglienza dei rifugiati; per criticare, quindi, i muri di filo spinato su tutto il confine; per combattere la “politica della porta chiusa” decisa dal partito di Orban, il Fidesz – Unione Civica Ungherese.
Il braccio destro di Orban, Szilard Nemeth conferma decisamente “Queste organizzazioni devono essere respinte con ogni mezzo a disposizione”.
L’Ungheria di Orban impara dal maestro russo e guarda con favore a Trump. Dopo la sua elezione, come avesse avuto una sorta di autorizzazione, ha scatenato l’offensiva contro i diritti civili e chi li difende. Sull’esempio di quello che Putin anticipa in Russia.

L’Ungheria cala ancoro di più nella tristezza di un regime a democrazia autoritaria, come altri paesi dell’Europa orientale; come la Russia.

A soffrire, i popoli e i dannati della terra lungo i viaggi di vita.
A gioirne, i nazifascisti di ogni tipo che già acclamano alle misure del loro camerata ungherese.
(Claudio Taccioli)

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